sabato 11 ottobre 2014

Bible Belt e Mormon Corridor

Durante il mio periodo trascorso negli States ho accresciuto la mia convinzione che, per molti aspetti, la commistione fra religione e stato sia tanto profonda quanto lo sia da noi. Ma se in Italia la questione posso comprenderla, vista la millenaria presenza della Chiesa Cattolica, del suo potere temporale passato e del suo naturale intreccio con la nostra società, negli Stati Uniti mi risulta più difficile. 
Per quanto ho potuto capirne lo Stato è formalmente e rigidamente laico (tanto è vero che è ammessa la pena di morte, perché formalmente lo stato è prioritario alla religione) ma l’influsso della religione sulla società e sul modo di pensare è forse ancora più profondo che da noi. Addirittura ho letto un libro interessante che dipingeva la società europea come troppo secolarizzata.
Il tutto nasce dal sentirsi discendenti diretti dei padri pellegrini (arrivati nel ‘600) e dai valori di riferimento stabiliti dai padri fondatori della repubblica. “In God we trust” (“In Dio noi crediamo”) e “God bless America” (“Dio benedica l’America”, visto che tanto per loro gli Stati Uniti sono l’America e gli altri non esistono) non sono solo slogan da utilizzare nei discorsi ufficiali, ma assiomi ripetuti in ogni occasione. I riferimenti religiosi sono dappertutto: nei giornali, nei discorsi, nella scuola, nei monumenti, letteralmente dovunque. Come dimenticare, inoltre, la questione relativa al ruolo di guida mondiale che Dio avrebbe assegnato agli Stati Uniti? E non chiedete un appuntamento a un americano la domenica mattina: la messa non è rimandabile.
E qui scatta un altro dei punti dubbi: qual è il Dio in cui credere e che deve benedire l’America? Quello cattolico? Ma quale esattamente, quello invocato da Santa Romana Chiesa che dopotutto non ha un appeal così spiccato vista l’agguerrita concorrenza di una serie di sette la cui diffusione lascia allibiti (Mormoni in primis ma anche chiese avventiste, testimoni di Geova, e chi più ne ha più ne metta, basta guardare su internet)? Quello Ebraico, dopotutto non è troppo dissimile? Quello Musulmano? Quelli Asiatici? In fondo parliamo di una società veramente multi razziale e multi culturale, questo sì che non è uno slogan ma una verità assodata, quindi che forma di identificazione nei continui riferimenti religiosi possono dimostrare le vaste comunità cinesi, per esempio? 
Mi fa venire il mal di testa tutto questa confusione!!
E tanto per aggiungere qualche ulteriore elemento di “disturbo” si possono anche distinguere delle zone dove un credo è prevalente sugli altri. La Bible Belt (cintura biblica) è la zona sud est degli Stati Uniti, in pratica tutti gli stati confederati della guerra di secessione: dalla Virginia alla Florida al Texas all’Oklahoma, includendo ovviamente Tennessee, Mississipi, Alabama, Lousiana. In questa vasta area la religione prevalente è quella protestante, affiancata al razzismo verso la popolazione di colore. E come ogni cintura che si rispetti esiste la fibbia, anzi più di una perché essere la fibbia può avere risvolti economici importanti: Nashville nel Tennessee, con le sue 700 chiese, è considerata il Vaticano protestante.
Poi abbiamo l’ancor più celebre Mormon Corridor, il corridoio dei Mormoni, insediati principalmente in Utah e poi in Idaho, Wyoming, Nevada, Arizona e sud della California. Qua non ci sono dubbi sull’eventuale fibbia: è sicuramente Salt Lake City, la città mormona per eccellenza.
Se vi volete stabilire negli States, scegliete la vostra dimora anche in base alla religione: gli americani, quando traslocano, lo fanno.

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